drago blu Moderatore


Numero di messaggi: 4523 Età: 57 Località: in mezzo ai draghi ( casa mia) Data d'iscrizione: 01.11.08
 | Oggetto: CONAN IL CIMMERO Ven Feb 20, 2009 10:53 pm | |
| BREVE STORIA INFORMALE DI CONAN IL CIMMERO DA LA ZONA MORTA..... Siamo nell’Era Hyboriana, una immaginaria epoca collocata tra la caduta di Atlantide e la nostra civiltà, circa 12mila anni fa. Conan Visse selvagge avventure nelle nazioni dell’est, in Iranistan e in Vendhya, nel corso delle quali dovette fronteggiare i Neri Veggenti di Yimsha sulla montagne Himeliane.[Si avventurò nelle regioni a nord di Aquilonia e a 40 anni diventò esploratore lungo la frontiera pitta. Quando i Pitti, con l’aiuto dello stregone Zogar Sag, attaccarono gli insediamenti aquiloniani, Conan tentò invano di evitare la distruzione di Forte Tuscelan, ma riuscì comunque a salvare la vita a un gran numero di coloni. Dopo aver fatto carriera nell’esercito aquiloniano, riuscì finalmente a sconfiggere definitivamente i Pitti . Tornato vincitore a Tarantia, capitale di Aquilonia, destò i sospetti di re Numedide che lo condannò a morte Riuscito a scappare e scoppiata la rivolta, Conan uccise il re e si incoronò re di Aquilonia, il più potente regno dell’Era Hyboriana. Conan se ne andò, per tornare però poco dopo a riprendersi il regno. Quindi si scelse una regina, Zenobia, dalla quale ebbe un figlio, Conan II detto Conn, ma la tradizione vuole che dopo seguissero altri due maschi ed una femmina. Alla morte di Zenobia, la vita di Conan si svuotò improvvisamente Alla fine gli si presentò l’occasione di cambiare vita: una profezia, una catastrofe ed un vecchio amico, Sigurd detto il Barbarossa, lo condussero là dove nessun uomo dell’Era Hyboriana era mai stato, nella terra al di là dell’Oceano Occidentale. Qui egli ebbe una fantastica avventura nella terra degli avi dei popoli sudamericani… poi non si ebbero più sue notizie e Conan divenne leggenda ]FILOSOFIA DI UN GUERRIERO Conan ha una filosofia di vita ben precisa che si può riassumere con le sue stesse parole, tratte da “La regina della Costa Nera”: “Io voglio vivere appieno, finché vivo. Mi basta conoscere il ricco sapore della carne rossa e del vino che mi punge il palato, la folle esultanza della battaglia, quando le spade azzurrine guizzano e si arrossano,....... Che sacerdoti e maestri e filosofi meditino pure sulla realtà e sulle illusioni. Io so questo: se la vita è illusione, allora anch’io sono illusione, ed essendolo, l’illusione per me è reale. Io vivo, brucio di vita, amo, uccido e sono contento” Un modo ferino, selvaggio, ma sostanzialmente sereno di guardare l’esistenza? Conan non è un personaggio sereno, Infatti dice : “Il capo dei miei dei è Crom. Abita in una grande montagna, ma perché invocarlo? Ben poco gli importa se gli uomini vivono o muoiono. E’ spietato e senza amore, “Non c’è speranza né qui né dopo, nel culto del mio popolo. In questo mondo gli uomini lottano e soffrono invano, trovando piacere solo nella lucente follia della battaglia; morendo, le loro anime entrano in un reame grigio e nebbioso di nuvole e venti gelidi, per vagare tristemente nell’eternità” Un eroe negativo, dunque, no, Per niente. Conan è piuttosto una personificazione dell’istinto, delle pulsioni che eludono ogni razionalizzazione; le sue avventure ripropongono il tema costante dell’uomo che corre verso il destino, utilizzando toni picareschi a volte, timbri cupi e disperati altre ed esplosioni selvagge altre ancora.
LE CRONACHE NEMEDIANE E L’ERA HYBORIANA“L’Era Hyboriana”, l’opera letteraria più famosa di quel periodo è costituita dalle “Cronache Nemediane”: in parte poema eroico, in parte raccolta di tradizioni orali, in parte opera storica. E’ difficile dire quando sia stata composta: secondo alcuni in epoca relativamente tarda, in una delle corti d’Irlanda che ancora tramandavano della terribile lotta tra Fomoriani e Nemediani, gli antichissimi invasori dell’isola; secondo altri, invece, deriverebbe da un cospicuo nucleo di poesie composte proprio nell’Era Hyboriana. I Celti, in tal caso, non sarebbero che i compilatori e gli ordinatori della materia uno dei versi più famosi del poema, quello che recita: “Sappi, o principe, che negli anni compresi tra l’inabissamento di Atlantide e delle città ingioiellate e l’avvento dei figli di Aryas, ci fu un’epoca d’ineguagliabile bellezza…” “Non è possibile stabilire se Aryas sia un individuo o se la frase non alluda invece a un popolo o a una nazione”. ]Comunque sia, il poema ci riporta a un’epoca lontanissima dalla nostra, quando nell’Oceano Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo sorgevano terre che successivamente s’inabissarono, e quando infine “la magia era una forza operante” nella vita di tutti i giorni.L’epoca in questione è detta Era Hyboriana da nome di una popolazione del nord, che, progredendo dalla barbarie alla civiltà, fondò una costellazione di regni dai nomi esotici: “Nemedia, Ophir, Brythunia, e Hyperborea, e Zingara dalla potente cavalleria e Aquilonia che dominava incontrastata sull’occidente ricco di sogni”.
[center]  ADORO CONAN HO LETTO DA RAGAZZA LE SUE AVVENTURE E CI SGUAZZAVO DENTRO COME FOSSI IO............ _________________   |
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Ospite Ospite
 | Oggetto: Re: CONAN IL CIMMERO Sab Feb 21, 2009 4:09 pm | |
| Affascinante questa storia di Conan..non la conoscevo...continua continua a scrivere...!!
Un abbraccio gufoso...Alinor :gufo:  |
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