drago blu Moderatore


Numero di messaggi: 4523 Età: 57 Località: in mezzo ai draghi ( casa mia) Data d'iscrizione: 01.11.08
 | Oggetto: LE ORIGINI E IL SIGNIFICATO DEL CARNEVALE Mar Gen 13, 2009 6:23 am | |
| IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEL CARNEVALE "Semel in anno licet insanire": una volta all'anno è lecito impazzire, questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale, il rovesciamento dell'ordine per un breve periodo, che risale alle tradizioni dei saturnalia latini e dei culti dionisiaci con cui si salutava il passaggio dall'inverno alla primavera. Il Carnevale è una festa che ha inizio il 17 gennaio e termina il martedì che precede il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. La parola stessa, secondo una delle etimologie più diffuse, deriva dal latino carnis laxatio, evolutosi nell'italiano antico "Carnasciale", con il significato di "abbandono della carne". Caratteristiche delle rappresentazioni simboliche erano le maschere, che sono rimaste nella storia del Carnevale. La pratica del travestimento risale al Paleolitico, quando, in occasione dei riti magici, gli stregoni si adornavano di piume e sonagli e si coprivano il volto con maschere dipinte dall'aspetto terrificante per scacciare gli spiriti maligni. In, Al passaggio delle stagioni erano legati anche i Saturnalia, le feste sacre a Saturno, che si celebravano in marzo e dicembre per sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, mentre un "Re della Festa", eletto dal popolo, si occupava dei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori. Il tema del rovesciamento è rimasto nello spirito del Carnevale, periodo in cui apparentemente tutto era lecito, che consentiva, in realtà, di circoscrivere in un tempo prestabilito e limitato la libertà di abbandonarsi agli eccessi e di dare agli umili l'illusione di essere simili ai potenti, un modo per alleggerire le tensioni e mantenere il consenso.. La partecipazione al rito, di carattere religioso-liturgico, era vivamente sentita ed ognuno,la riteneva necessaria per la propria sussistenza scongiurando così ogni tipo di carestia ., in modo che la natura offesa dalle malefatte si fosse placata e non avesse abbandonati gli uomini. Ma non bastava la sola esecuzione del rito: la distruzione del male aveva bisogno di un "capro espiatorio",, su cui fare ricadere tutte le colpe che sarebbero state cancellate soltanto dall'olocausto del "capro" prescelto. Il sacrificio avrebbe purgato la società di ogni male, ma esso, però, non doveva essere accompagnato da pianto o da strazianti dolori, ma di infinito gaudio perché quella morte era la salvezza futura della collettività e di ogni singolo uomo. E' per questo che la morte del Carnevale "non ha carattere tragico": sia la morte e sia il dramma che da essa nasce sono uniti nello stesso rito, ma con forma la più tragicomica possibile Le stesse fiamme che si sprigionano dal fantoccio che brucia ha carattere profilattico, di prevenzione dei malanni, attraverso l'opera distruttrice del fuoco. I salti, le danze, i balli, le musiche preparano lo spirito alle maggiori gioie, sapendo che calcando la terra si richiama questa a fruttificare con abbondanza ed allora più in alto si salta, maggiore è la richiesta alla terra di essere generosa. Le burle, gli scherzi e le satire hanno lo scopo di giungere alla maggiore liberalità, sino alla follia, allo scioglimento dei freni inibitori che avevano mantenuto l'uomo sino allora nei binari della correttezza e della morale.Il Carnevale EsotericoUna volta veniva definito carnevale solo il martedì grasso, veniva dalla parola "levare la carne" perché il giorno dopo era il mercoledì delle "ceneri" quindi si entrava nella quaresima e nell'astinenza dalla carne, per questo il martedì grasso veniva detto il carnevale, il giorno dopo il quale cominciava la penitenza, il digiuno. Nel Natale andiamo a lavorare sulla nostra natura superiore, nel Carnevale diamo spazio alla nostra natura inferiore e questo visto dal punto di vista esoterico, non è qualcosa di banale, è comunque un entrare in un meccanismo in cui c'è la discesa agli inferi, cioè c'è questa attenzione forte, imponente nei confronti di quello che è il divertimento, il lasciarsi andare, è chiaro che quello che vi sto dicendo lo vediamo nei suoi simboli e nei suoi significati, nella realtà non è così, magari tranne in quei momenti in cui ci si lascia andare un po' di più che sono giovedì e martedì grasso, originariamente aveva il significato di entrare in contatto con la parte oscura di noi, per prepararci al periodo della Quaresima, del cosiddetto "pentimento". Una volta che siamo entrati in contatto con la nostra natura inferiore, entriamo in quel periodo di purificazione che prelude alla resurrezione. Discesa agli inferi e resurrezione, questo è un meccanismo attraverso il quale noi ci muoviamo nella nostra vita, cioè entrare nel profondo di noi stessi dove troviamo anche l'inferno, però con la certezza che questo è un viaggio che noi stiamo facendo, un viaggio importante ma non è lì che dobbiamo rimanere, è proprio il fatto di rendersi conto che esistono certe realtà dentro di noi, che la nostra natura è fatta di molti aspetti, la capacità di andare a controllare, a gestire anche questi aspetti di noi c'è il periodo della purificazione, cioè il periodo del considerare quello che abbiamo visto, vissuto, sperimentato in una certa parte di noi per poi trasformarlo. Questa è la grande alchimia, l'immondizia che attraverso il fuoco diventa energia, noi possiamo bruciare del materiale di scarto, attraverso il fuoco che simbolicamente rappresenta lo spirito tirarne fuori l'energia per farne altre cose, trasformare i metalli in oro, trasformare quello che non vale in ciò che vale attraverso la forza dello spirito.Il Carnevale Miti e Simboli L'irriducibile essenza del carnevale quale rivelazione degli aspetti più autentici dell'anima individuale riemerge costantemente al di là di ogni tentativo di inglobarlo in ritualità che non lo riguardano. Il carnevale ha mantenuto parte della propria struttura originaria ed il suo significato psichico, legato alla maschera, al viaggio sulle acque ed alla manifestazione gioiosa, ponendosi così come evento indipendente riguardo ai riti delle culture dominanti. E' questa sua intatta funzione originaria di ricongiungimento con le proprie radici psichiche individuali che fa del carnevale una festa ed una ricorrenza diversa da tutte le altre. Assegnando ai singoli partecipanti la piena responsabilità individuale dell'attribuirsi un destino già noto, appunto la "maschera", il carnevale rende ogni membro della festa più consapevole del ciclo vita-morte e delle periodiche metamorfosi della natura. Il clima della festa del carnevale è pervaso da un fervore visionario, quasi si fosse in attesa di un sortilegio o di un cambiamento stupefacente. C'è una grande aspettativa, una tensione verso l'ineffabile, gioia e senso di liberazione. TRALASCIANDO quella visione che previlegia l'ascolto e l'accoglienza. Sono infatti queste le componenti significative dell'originaria cerimonia del carnevale. Nella sua storia incontriamo una divinità monoteistica femminile, regina ed essenza dell'universo, volta al soccorso ed alla compassione. Noi siamo abituati a ritenere positiva e giusta la figura di un maschio dominante e vincente, la cui sublimazione avviene, eventualmente, con lo sviluppo della logica e delle facoltà dello spirito. Il nostro moderno modo di pensare non previlegia certo la passività, la ricezione dell'altro da sé, come atteggiamenti da incoraggiare e diffondere. L'amore, anche se ne parliamo spesso, gode all'interno della nostra cultura di un certo discredito; . Parlare delle origini del carnevale vuol dire invece incontrare il Principio femminile che deriva il proprio potere dal possesso della calma dell'anima, dall'atteggiamento ricettivo e passivo, vuol dire incontrare Iside.
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