Mary Moderatore


Numero di messaggi: 1406 Età: 62 Località: Omegna Data d'iscrizione: 22.09.08
 | Oggetto: significato del "PORGERE L'ALTRA GUANCIA" Mer Gen 27, 2010 3:50 pm | |
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Nel Vangelo sta scritto di amare i propri nemici,cosa indubbiamente non facile; ma qui si cela una profonda verità: l’amore, la comprensione e la compassione elevano le vibrazioni di chi le vive e, solo interiorizzando profondamente questo insegnamento ,ci si mette al riparo dagli attacchi di chi vuol farci del male. Appare pertinente a questo proposito un breve riferimento all’evangelico “porgere l’altra guancia”, che sembrerebbe consigliare-se interpretato alla lettera- un comportamento di sottomissione al male e alla violenza, non certo in sintonia con quello che dovrebbe avere un ricercatore spirituale autentico. [size=18]Gesù in realtà non si riferiva al porgere la parte ferita e offesa affinchè venisse reiterata un’altra prevaricazione. La sofferenza è evolutiva, ma solo se inserita in un contesto di consapevolezza e di conoscenza. Quello che intendeva Gesù non era il farsi piccoli e l’accettare supinamente le provocazioni dei potenti ( cosa che al potere costituito piace alquanto, pur che siano i soli sudditi a patire), ma l’offrire a coloro che ci offendono l’altra parte della nostra ricchezza interiore.
Sono le “guance “ dei corpi sottili, più evolute della personalità, che devono operare: comprensione, vista superiore, forza animica espressa con amorevolezza, capacità di opporsi silenziosamente con fermezza al male senza indulgere a propositi di vendetta (“”occhio per occhio”). Questa è la fondamentale evoluzione portata da Cristo rispetto al Vecchio testamento, e questa è anche in sintesi la forza del messaggio gandhiano che, più recentemente, ci ha riproposto il valore di una scelta non violenta, rinnovando a sua volta la tradizione induista. Fonte:” IL POTERE DEL SIMBOLO” di Giovanni Grasso [/size] |
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